Benedizione degli animali
Il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, nel sagrato della Parrocchia San Gabriele Arcangelo si è svolta la tradizionale benedizione degli animali domestici.
Sant’Antonio Abate, riconosciuto come protettore degli animali e simbolo di una profonda armonia tra l’uomo e il creato, viene ricordato ogni anno con questo gesto semplice ma ricco di significato. La sua figura richiama il rispetto, la cura e la responsabilità verso tutte le creature viventi.
I riti a lui legati affondano le radici nella cultura contadina: era consuetudine esporre la sua immagine sulla porta delle stalle per proteggere uomini e animali da malattie ed epidemie. Antonio abbandonò tutti i suoi beni per ritirarsi nel deserto e vivere come eremita, resistendo alle tentazioni del demonio spesso sotto forma di bestie feroci. Morì il 17 gennaio del 355, all’età di 105 anni.
Nonostante il contesto urbano, l’iniziativa ha richiamato anche quest’anno una grande partecipazione di fedeli della comunità, che hanno accolto l’invito portando con entusiasmo i propri amici a quattro zampe. Il piazzale si è trasformato in un raduno festoso e colorato, animato da guaiti, sorrisi e sguardi curiosi.
Fin dalle prime battute, l’aria è stata riempita da un simpatico concerto di abbai: cani piccoli e grandi, di ogni razza e temperamento, hanno fatto sentire la loro voce. Tra loro: bassotti, barboncini, golden retriever, labrador, lagotti, cani lupo e una nutrita schiera di meticci di tutte le taglie. Non sono mancati nemmeno gatti e conigli, custoditi nelle loro gabbiette.
I proprietari, impegnati nell’ardua impresa di farli restare fermi almeno per qualche secondo, si godevano la scena con un sorriso. I bambini, con gli occhi pieni di gioia, correvano da un animale all’altro per regalare una carezza.
Anche il parroco, P. Nibin, sorrideva divertito. Alcuni cani hanno provato a imporsi come “capobranco”, ma l’euforia si è placata quando l’atmosfera è diventata solenne. P. Nibin, con la casula da cerimonia e affiancato da un giovane sacerdote, ha guidato la preghiera e la benedizione, invocando la protezione divina sugli animali e sulle famiglie che li accolgono, sottolineando il legame di rispetto e amore tra l’uomo e il creato.
Anche gli animali più irrequieti si sono sorprendentemente calmati. Il momento culminante è stato l’aspersione dell’acqua santa. P. Nibin ha benedetto gli animali uno ad uno, passando tra la folla: cani, gatti e coniglietti hanno ricevuto l’acqua benedetta con una docilità quasi inattesa, come se avessero percepito l’importanza del gesto.
Un’iniziativa semplice ma profonda, capace di riunire la comunità e ricordare l’insegnamento di Sant’Antonio Abate: amare e rispettare ogni creatura vivente.
Pasquina Chiatti
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